REF al fianco di Legambiente per il futuro delle CER: cronaca del convegno “Energia Condivisa”

Roma, 14 Aprile 2026 – Si è svolto oggi, nella cornice del Centro Congressi Cavour a Roma, il convegno nazionale “Energia Condivisa: costruire comunità per un futuro 100% rinnovabile”. L’evento, promosso da Legambiente, ha riunito i principali attori della transizione energetica italiana per delineare il futuro delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali (CERS).
​La Renewable Energy Foundation (REF) ETS ha partecipato attivamente all’incontro, ribadendo il proprio ruolo di primo piano nel supporto tecnico e strategico alla diffusione di modelli energetici decentralizzati e sostenibili.
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​Il contributo di REF alla Tavola Rotonda

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​Uno dei momenti centrali della mattinata è stata la tavola rotonda che ha visto protagonista, tra gli altri, l’Avv. Ovidio Marzaioli. In qualità di socio fondatore di REF e coordinatore del Gruppo di Lavoro sulla transizione energetica per il Forum Terzo Settore, l’Avv. Marzaioli ha offerto una disamina puntuale sulle sfide normative che le CER devono affrontare.
​Il suo intervento ha sottolineato la necessità di fare una comunicazione sull’importanza delle CER che ponga il cittadino, il consumatore, al centro. Ad oggi, ha aggiunto, per ogni CER ci sono mediamente meno di 10 consumatori, a sottolineare il fatto che i consumatori non sono parte attiva e importante di questa transizione.
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​Verso un documento programmatico per le Istituzioni

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​In mattinata, si sono tenute sessioni operative a porte chiuse. Il Presidente della REF, Giuseppe De Filpo, ha preso parte ai gruppi di lavoro dedicati all’individuazione di soluzioni concrete per il consolidamento delle comunità energetiche.
​Il focus del tavolo tecnico si è concentrato sul superamento dei principali “colli di bottiglia” che ancora rallentano il settore:

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​Semplificazione burocratica: Snellimento delle procedure autorizzative.
​Governance e Solidarietà: Modelli gestionali che assicurino la redistribuzione dei benefici sul territorio.
​Integrazione tecnologica:
 Soluzioni per una gestione intelligente dei flussi energetici condivisi.
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​L’impegno di REF

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​L’obiettivo finale dell’incontro è la redazione di un documento condiviso che Legambiente presenterà alle istituzioni governative. REF contribuirà attivamente alla stesura di questo manifesto, mettendo a disposizione il proprio know-how per migliorare le policy nazionali sulle CER.


​”Le Comunità Energetiche non sono solo uno strumento tecnico per la decarbonizzazione, ma un motore di coesione sociale,” ha dichiarato la delegazione REF a margine dell’evento. “La nostra partecipazione oggi conferma l’impegno della nostra Fondazione nel trasformare le criticità attuali in opportunità di sviluppo per l’intero Paese e soprattutto per i nostri territori”

CER… una volta

CER… una volta: il nuovo scenario delle Comunità Energetiche dopo la fine degli incentivi

La REF ETS partecipa al convegno organizzato da Giffoni Film Festival ed Helios S.p.A.

Questa mattina al Multimedia Valley di Giffoni Valle Piana (Sa) si è svolto il convegno “CER… una volta – Ha ancora senso parlare di Comunità Energetiche? Il cambio di paradigma dopo la fine degli incentivi”, promosso dal Giffoni Film Festival in collaborazione con Helios S.p.A., partner della nostra Fondazione.

La Renewable Energy Foundation ETS ha preso parte all’evento su invito di Helios, rappresentata dal suo presidente, dott. Giuseppe De Filpo, intervenuto come relatore.

L’iniziativa ha messo al centro il momento di svolta che stanno attraversando le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) dopo il 30 novembre scorso, data di chiusura del contributo a fondo perduto del 40%. Un passaggio che segna la fine della fase di incubazione e sperimentale delle CER, aprendo una nuova stagione caratterizzata da sfide più complesse ma anche da grandi opportunità.

Il contributo della REF ETS: dalla fase di avvio alla fase di sostenibilità

Nel suo intervento, il presidente De Filpo ha evidenziato come la fine del contributo iniziale rappresenti un vero punto di cambiamento strutturale.

Secondo De Filpo, ora le Comunità Energetiche sono chiamate a misurarsi con una dimensione più matura e responsabile, in cui diventa fondamentale:

  • massimizzare l’efficacia delle tariffe incentivanti per i prossimi 20 anni,
  • costruire modelli di CER in grado di sostenersi economicamente nel lungo periodo,
  • adottare un modello di governance solido, efficiente e funzionale, capace di valorizzare la partecipazione e gestire correttamente ruoli, flussi energetici e benefici economici,
  • garantire trasparenza, qualità dei processi decisionali e tutela degli aderenti.

Un cambio di paradigma che richiede competenze più strutturate, strumenti gestionali adeguati e un approccio che metta al centro non solo la produzione energetica, ma soprattutto la capacità della comunità di organizzarsi, pianificare e crescere.

CER: un modello che resta valido, ma che deve evolvere

Il convegno ha chiarito che parlare di CER oggi ha ancora grande senso, a patto che:

  • si consolidino strategie di medio-lungo periodo,
  • si superi la fase di dipendenza dagli incentivi iniziali,
  • si punti su progettualità realmente sostenibili, partecipate e replicabili.

In questo scenario, la Renewable Energy Foundation ETS continua ad impegnarsi nel promuovere una diffusione consapevole, tecnica e responsabile delle Comunità Energetiche, mettendo a disposizione competenze, supporto e formazione.

Un ringraziamento ai promotori

La REF ETS ringrazia il Giffoni Film Festival e Helios S.p.A. per l’invito e per avere promosso un confronto necessario su un tema strategico per il futuro energetico del Paese, confermando la centralità del dialogo tra imprese, enti, associazioni e comunità locali.

Il concetto di povertà energetica

La povertà energetica è la difficoltà, per una famiglia, di permettersi l’energia necessaria a vivere dignitosamente: riscaldarsi, avere acqua calda, illuminare la casa o far funzionare gli elettrodomestici. Succede quando il reddito è basso, i costi dell’energia sono alti e le abitazioni sono poco efficienti. In pratica, significa non poter vivere con il comfort e la salute che ognuno dovrebbe avere.

Di seguito si riporta anche la definizione di “povertà energetica” (PE) secondo l’Unione Europea (direttiva (UE) 2023/1791 – sull’efficienza energetica, c.d. EED 3), secondo la quale la PE è:

“l’impossibilità per una famiglia di accedere a servizi energetici essenziali che forniscono livelli basilari e standard dignitosi di vita e salute, compresa un’erogazione adeguata di riscaldamento, acqua calda, raffrescamento, illuminazione ed energia per alimentare gli apparecchi, nel rispettivo contesto nazionale, della politica sociale esistente a livello nazionale e delle altre politiche nazionali pertinenti, a causa di una combinazione di fattori, tra cui almeno l’inaccessibilità economica, un reddito disponibile insufficiente, spese elevate per l’energia e la scarsa efficienza energetica delle abitazioni”.


Secondo le stime dell’osservatorio Oipe (Osservatorio italiano sulla povertà energetica) la povertà energetica coinvolge circa 2,36 milioni di famiglie, pari al 9% del totale, il valore più alto dal 1997.
Un dato tristemente alto!

Effetti sulle famiglie

La povertà energetica ha conseguenze profonde sulle famiglie italiane, tra cui:

  • Benessere e salute: L’incapacità di riscaldare adeguatamente le abitazioni può portare a problemi di salute, soprattutto tra bambini e anziani.
  • Educazione dei minori: Condizioni abitative non confortevoli possono influire negativamente sul rendimento scolastico dei bambini.
  • Aspetti psicologici: La difficoltà nel far fronte alle spese energetiche può causare stress e ansia, compromettendo la qualità della vita familiare.

Fattori contribuenti

Diversi elementi contribuiscono alla diffusione della povertà energetica in Italia:

  • Aumento dei costi energetici: L’incremento dei prezzi dell’energia ha aggravato la situazione per molte famiglie.
  • Efficienza energetica degli edifici: Molte abitazioni, soprattutto quelle più datate, presentano scarsa efficienza energetica, aumentando il consumo e i costi.
  • Disparità territoriali: Le regioni del Mezzogiorno e le aree rurali sono maggiormente colpite, evidenziando una distribuzione non uniforme del problema.

Affrontare la povertà energetica è fondamentale per garantire equità sociale e migliorare la qualità della vita delle famiglie italiane più vulnerabili.